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Rajneesh Chandra Mohan Jain, meglio conosciuto durante gli anni Settanta come Bhagwan Shree Rajneesh e più tardi come Osho (Kuchwada, 11 dicembre 1931 – Pune, 19 gennaio 1990), è stato un filosofo e leader carismatico e maestro spirituale indiano.
Osho è un mistico contemporaneo la cui vita e il cui insegnamento hanno inspirato milioni di persone di ogni età e in ogni percorso di vita. Parlando del proprio lavoro ha detto che aiuta a creare le condizioni per la nascita di un nuovo genere di essere umano. Spesso ha descritto questo nuovo essere umano come ‘Zorba il Buddha’, capace di godere sia i piaceri terreni come uno ‘Zorba il greco’ sia la silenziosa serenità di un Gautama il Buddha.
Nei suoi discorsi, ha trattato praticamente tutti gli aspetti legati allo sviluppo della consapevolezza dell'uomo, spaziando nel lavoro di quanti, in passato, vi hanno contribuito: da Sigmund Freud a Chuang Tzu, da George Gurdjieff a Gautama il Buddha, da Gesù Cristo a Rabindranath Tagore e a mille altri. Dal lavoro di questi esseri straordinari, egli ha estratto la quintessenza, per offrire all'uomo contemporaneo tutti gli elementi utili alla sua ricerca nel mondo interiore, che non si fonda su una comprensione intellettuale, ma sull'esperienza esistenziale di ogni individuo, ed è pertanto sempre legata a un lavoro su di sé, unico vero mezzo per arrivare a conoscersi.
Egli ha spiegato: “Il mio messaggio non è una dottrina, né è una filosofia. Il mio messaggio opera sicuramente una alchimia particolare, è una scienza della trasformazione, per cui è rivolto solo a quanti sono pronti a rinascere, a quei pochi coraggiosi che sanno ascoltare, in quanto ascoltare me sarà per chiunque un rischio.
Ascoltandomi, avete fatto il primo passo verso la vostra rinascita. Dunque, non si tratta di una filosofia con cui abbellirsi e di cui vantarsi; non è una di quelle dottrine consolatorie, con le quali ci si difende da interrogativi esistenziali imbarazzanti... niente affatto, il mio messaggio non è per nulla una comunicazione verbale. E' qualcosa di gran lunga più rischioso. Non è altro che una morte e una rinascita”.
Tutti gli aspetti del lavoro di Osho sono permeati dalla sua visione che abbraccia sia la saggezza senza tempo dell’Oriente che le più alte espressioni della scienza e della tecnologia occidentali. Egli è noto anche per il rivoluzionario contributo dato alla scienza della trasformazione interiore, con un approccio alla meditazione che riconosce il ritmo accelerato della vita contemporanea.
Le sue originali ‘meditazioni attive’ sono concepite per lasciar andare prima di tutto, lo stress accumulato nel corpo e nella mente in modo da facilitare l’esperienza dello stato di meditazione, senza pensieri ne tensioni.
"La presenza del Maestro è come una brezza che passa leggera attraverso gli alberi,
una canzone silenziosa, un messaggio ricco di significato ma senza parole.
Lui te lo offre. Ora è la tua responsabilità - e la tua libertà - riceverlo o non riceverlo."
Osho, Upanishad, # 19
Qualche settimana prima di morire gli fu chiesto che cosa sarebbe accaduto al suo lavoro quando se ne fosse andato.
Egli rispose:
"La mia fiducia nell'esistenza è assoluta. Se esiste una qualsiasi verità in ciò che dico, mi sopravviverà.
Le persone interessate al mio lavoro si limiteranno a portarne la torcia accesa, senza però imporre nulla a nessuno...
Voglio che essi crescano in quanto individui e che sviluppino qualità come l'amore, intorno a cui non si può erigere alcuna chiesa; come la consapevolezza, che nessuno può manipolare; come la celebrazione e la fresca meraviglia che caratterizza gli occhi di un bambino.
Voglio che la mia gente conosca se stessa, non che viva in funzione di qualcun altro.
E la strada è dentro di sé."
Dicono di lui ...
“Uno dei mille uomini che hanno fatto il nostro ventesimo secolo”.
The Sunday Times - Panorama
“Il solo profeta che abbia affermato la vita in tutte le sue sfumature, pagando il prezzo per questa sua onestà, per questo suo ardore”.
The Sunday Reading
“Osho Rajneesh continua ad ispirare la vita di milioni di esseri umani: oggi, quanti si avvicinano ai suoi libri provano un profondo senso di mancanza per il fatto che non esista più in una forma fisica, ma il suo spirito è saldo e forte, e vive nelle sue parole”.
The Tribune
“Osho è uno dei più grandi mistici a cui l’India abbia dato i natali....io lo vedo come uno dei più grandi pensatori e una delle guide di quest’epoca oscura: un vero Maestro di Realtà”.
Kabir Bedi, attore
“Egli non discute tesi, non contrappone teorie, non dibatte. Egli guida, indica una strada, fa ragionare, spinge a capire, sollecita. E’ cioè un Maestro Spirituale....”
Francesco Alberoni, sociologo
“ E’ un personaggio molto intelligente, di sicuro con grande fascino. Mi riesce sempre difficile capire come ci si lasci suggestionare, ma davanti ad un uomo così, comprendo che è possibile.
Enzo Biagi , giornalista
“Un Maestro di straordinaria saggezza”
Marco Pannella, politico
“Sono rimasto affascinato dalla lettura dei suoi libri, come tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere la sua visione del mondo”.
Federico Fellini, regista
“Se vogliamo trovare una via d’uscita alla crisi globale che stiamo attraversando, dobbiamo comprendere ciò che accade intorno a questo guru indiano. Dobbiamo osservare le nuove strade che sorgono dal suo insegnamento”.
Guido Tassinari, presidente dell’Ist. di Psicologia Umanistica di Milano
“Osho Rajneesh intende fare solo e semplicemente questo, a mio avviso: strappare i nostri travestimenti, sconvolgere le nostre illusioni, curare le nostre assuefazioni e dimostrare quanto sia autolimitante e spesso tragicamente folle il nostro prenderci con troppa serietà. Il suo sentiero verso l’estasi sale ancheggiando attraverso il panorama a testa in giù dell’ego, svelandone lo scherzo...
Quanti, ad esempio, hanno capito che il numero ridicolmente alto di Rolls Royce con cui si circondava, era una gigantesca messa alla berlina del consumismo, come mai è stato fatto?”
Tom Robbins, scrittore
“Osho Rajneesh ha un senso forte, altissimo della vita.... un amore della vita in tutti i suoi momenti, la sintesi della sua visione religiosa è che l’esistenza è divina, che la vita debba essere vissuta nella sua pienezza e che questa pienezza sia il segno stesso del divino”.
Aldo Natale Terrin, teologo, docente all’Università Cattolica
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